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Dal momento che, a quanto pare, hai deciso di partire, ti rimando alle pagine Bibliografia e Link per trovare tutto (o quasi) ciò che ti serve. In questa pagina mi limito, invece, a darti dei consigli molto “terra-terra” che, forse, non troveresti in una guida. Innanzitutto vorrei sfatare un mito, anzi due. Il primo vuole che Mosca, in particolare, e tutta la Russia, in generale, siano dei luoghi pericolosissimi dove si è rapinati un giorno sì e l’altro pure, dove se tiri fuori la macchina fotografica usa e getta ti fanno lo scalpo e poi te la rubano, ecc. Ora, non c’è dubbio che Mosca sia una città non proprio tranquilla, ma sicuramente non meno di Milano o Parigi (per non parlare di New York o Los Angeles). Quello che credo abbia generato questa leggenda è il fatto che fino ad un decina di anni fa in crimine in URSS era praticamente assente, ed ha visto una rapidissima crescita negli anni scorsi, mentre da noi c’è sempre stato e non notiamo la differenza. La mafia c’è ed è potentissima (dicono) ma, a meno che non intendi aprirti un chiosco di gelati da far saltare in aria, non te ne accorgerai neanche. Un po’ di prudenza, come sempre, sarà sufficiente. Il secondo mito che voglio sfatare vuole che Mosca (sempre Mosca) sia la città più cara d’Europa (o del mondo, o dell’universo, a seconda delle versioni). Anche qui il discorso è analogo: se prima un cittadino medio in Unione Sovietica poteva vivere dignitosamente (con tutti i pro e i contro) ed oggi vede ristoranti in cui un pranzo costa quanto tre o quattro mesi di stipendio, la conclusione viene da sé. In realtà ristoranti ed alberghi di lusso, nei quali spendere in una notte l’intero budget del viaggio, esistono a Mosca come in tutto il mondo. Ma se una notte in ostello costa 35mila lire, un pranzo in una locanda 3-4mila lire, il biglietto (per stranieri) per il Cremlino 15mila lire, il biglietto in vagone letto da S. Pietroburgo a Mosca (750 km) 50mila lire, il biglietto aereo da Irkutsk a S. Pietroburgo (7 ore di volo) 340mila lire… devo continuare?

All’arrivo in Russia, come in Mongolia, ti viene richiesto di compilare una dichiarazione (come quella nella foto): fallo in modo preciso, non indicare una somma di denaro inferiore a quella che possiedi e conservala con cura fino al momento di lasciare il paese, perché potrebbe esserti chiesta. Nel modulo, che negli aeroporti si trova anche in inglese o tedesco, devi indicare anche se porti con te preziosi, un cellulare, o un navigatore GPS: se non li denunci e te li trovano quando stai uscendo dal paese, potrebbero sequestrarteli.

Ogni volta che cambi del denaro ti deve essere data una ricevuta (come quella nella foto); se non lo fanno, chiedila (spravfka) e conservala fino alla fine del viaggio. In teoria tutte le ricevute dei cambi devono essere consegnate alla frontiera insieme alla dichiarazione di cui sopra e l’ammontare di quanto hai cambiato, sommato a quanto ti resta in Tasca, deve corrispondere con la somma che hai indicato nella dichiarazione. E’ tutto puramente teorico, però perché correre rischi?

 

Se, come me,  hai ottenuto un visto supportato da un falso invito (per risparmiare) devi fartelo registrare in qualche grande albergo: è una procedura illegale ma molto comune. Ad ogni modo, contratta sempre! Una nuova legge prevede poi che il visto vada registrato in ogni città in cui ti trattieni per più di tre giorni: io non l’ho fatto, ma sono stato fermato a piedi dalla polizia proprio sulla piazza rossa. In realtà i poliziotti lo sanno e ci arrotondano un (bel) po’ lo stipendio. Se stai da meno di tre giorni devi dimostrarlo: conserva ad esempio il biglietto del treno o dell’aereo col quale sei arrivato. Se intendi stare più di tre giorni, o ti registri o rischi; se decidi di rischiare e ti fermano per un controllo, cerca fino all’ultimo di non pagare dicendo che sei arrivato da meno di tre giorni e che non lo sapevi: con me ha funzionato.

Nei luoghi più turistici della Russia esistono per i musei ed i monumenti due listini prezzi distinti per Russi e per stranieri, dove noi (gli stranieri) paghiamo anche sette-otto volte di più. C'è da dire che, in realtà, noi paghiamo un prezzo equo e i Russi ne pagano uno ridotto dell'80%. Al momento dell’acquisto non ti viene chiesto nessun documento, quindi, se parli russo e non sei proprio un tipo mediterraneo, puoi provare a spacciarti per russo, o puoi chiedere a qualcuno di comprare il biglietto per te. A volte funzione, ma il rischio è una brutta figura: a te la scelta! Inoltre, se hai una tessera studente ISIC, non lasciarla a casa! Praticamente ogni cosa che si può visitare ha lo sconto per studenti (all’Ermitage poi è addirittura gratis).

Infine, un ultimo consiglio: se decidi di passare da Ulan-Bator non hai molta scelta su dove dormire. Il posto migliore low-budget in cui tu possa capitare è decisamente la UB Guesthouse!